LE VIE CAVE ETRUSCHE:
Una celebre via etrusca “Tagliata” e scavata nel tufo nella necropoli di Cerveteri venne battezzata in tempi moderni “via degli Inferi”, con un ovvio riferimento al carattere funerario di quel percorso, posto nel bel mezzo della necropoli. Possiamo immaginare le processioni funerarie che vi venivano svolte, in onore dei defunti, degli antenati e degli dèi della Terra, che si riteneva avessero dimora nel sottosuolo, il mondo sotterraneo di Aita (Ade) e Phersipnai (Persefone). Sappiamo che il culto etrusco degli antenati, talvolta anche divinizzati, era tra le più rilevanti espressioni religiose del popolo tirrenico. Così possiamo ritrovare altre vie “tagliate” nel tufo presso la maggior parte delle necropoli dell’Etruria rupestre. La regione dove si ritrova il maggior numero di questi percorsi sacri è la media valle del Fiora, tra Pitigliano, Sovana e Sorano. Le ‘tagliate’ etrusche sono qui chiamate ‘vie cave’, con il senso di vie ‘scavate’ nel tufo. In molti casi le proporzioni di questi percorsi sono davvero eccezionali, spesso si presentano come oscuri e giganteschi corridoi, profondi anche più di venti metri, lunghi intorno ai quattrocento metri. Ma queste misure non sono mai le stesse, e le stesse vie sono diverse l’una dall’altra. Un elemento sempre ricorrente è la presenza di una necropoli. La via cava taglia in due (o più) parti la necropoli, attraversandola con un percorso che, spesso, continua in passaggi secondari o addirittura in vie parallele, così da attraversare tutta l’area funeraria. Un buon esempio di ciò lo si può vedere nella grande necropoli di Poggio Prisca, tra la tomba Ildebranda e il Cavone. In questi luoghi è possibile riconoscere l’originario impianto viario etrusco di “vie cave”, tagliate nel tufo per poter rendere accessibili le numerose necropoli che, da Poggio Prisca, si susseguono numerose sino a Poggio Stanziale. Soltanto in quest’area si contano ben cinque tagliate etrusche. Due principali: la via cava di Poggio Prisca e il Cavone. Tre secondarie, una parallela al Cavone e altre due che da questa giungono sino alla necropoli di Poggio Stanziale. Tutte e cinque le vie cave attraversano una diversa necropoli, disegnando un itinerario di percorsi sacri in connessione con altrettanti luoghi sacri. Credere, come ha fatto qualcuno, che questi percorsi siano il frutto di una ‘normale’ viabilità, per mettere in comunicazione gli altipiani con i fondovalle o addirittura per creare collegamenti viari in direzione di mete lontane –il monte Amiata o Vulci- sembra assai poco probabile. Infatti sembra facilmente dimostrabile che la sacralità di queste vie sia riconoscibile dalla immancabile presenza di necropoli, che furono i principali luoghi di culto degli etruschi. E’ anche evidente che le cinque vie cave tagliate intorno a Poggio Prisca e Poggio Stanziale sono vie che collegano le diverse necropoli e non vie di raccordo per andare sul monte Amiata o in località ancora più improbabili. La continua presenza di sepolcri etruschi, anche importanti e monumentali, intorno al percorso di queste cinque vie cave è l’indizio più probante che si è in presenza di un percorso sacro, di vie processionali, di una singolare viabilità semisotterranea che ben si addice alla spiritualità di epoca etrusca, profondamente in connessione con la Terra e il sottosuolo, ritenuti la sede concreta e fisica di una grande dea creatrice, la madre terra.
(Testo di Giovanni Feo tratto da Colline Oggi)
DIE ETRUSKISCHEN HOHLWEGE
Eine berühmte “Tagliata”, eine in den Tuffstein eingeschnittene etruskische Straße der Nekropole von Cerveteri, wurde in der Neuzeit “Via degli Inferi” (Straße der Unterwelt) genannt, mit deutlichem Bezug auf den Charakter jenes von Gräbern umgebenen Ganges. Wir stellen uns die Beerdigungsumzüge vor, die hier stattfanden, zu Ehren der Toten, der Vorfahren, der Erd-Gottheiten, Aita (Hades) und Phersipnai (Persephone), von denen man glaubte, dass sie in der Unterwelt lebten. Wir wissen, dass der etruskische Kult der Verehrung der Vorfahren, welche manchmal vergöttert wurden, ein sehr bedeutender Ausdruck der Religion des tyrrhenischen Volkes war. In den Tuffstein eingeschnittene Straßen sind bei den meisten Nekropolen der Felsengegend des alten Etruriens zu � nden. Im Mittleren Tal des Flusses Fiora, zwischen Pitigliano, Sovana und Sorano, sind die meisten dieser sakralen Gänge anzutreffen.
Ein immer wiederkehrendes Element ist das Vorhandensein einer Nekropole, welche durch den Hohlweg in zwei (oder mehrere) Teile geschnitten und durchquert wird. Die Wegstrecke ist oft mit Neben- oder mit Parallel-Gängen verbunden, so dass das ganze Grabstätten-Gebiet erreicht werden kann. Ein gutes Beispiel dafür ist in der großen Nekropole von Poggio Prisca zu sehen, zwischen dem Ildebranda-Grab und dem Cavone. Hier kann man die ursprüngliche Anlage der etruskischen Hohlwege überblicken, die in den Tuffstein eingeschnitten wurden, um die zahlreichen Nekropolen zu erreichen, welche vom Poggio Prisca bis zum Poggio Stanziale aufeinander folgen. Nur in diesem Gebiet gibt es fünf etruskischen Hohlwege. Zwei davon sind die wichtigsten: der Hohlweg von Poggio Prisca und der Cavone. Von den drei Neben-Wegen läuft einer parallel zum Cavone, und von diesem führen die beiden anderen zum Poggio Stanziale. Jeder der fünf Wege durchquert eine andere Nekropole, so dass sich ein ganzes Netz von sakralen Straßen entwickelt in Verbindung mit genau so vielen sakralen Orten. Dass diese Gänge Teile eines “normalen” Straßennetzes seien, wie mancher glaubt, dazu bestimmt, die Hochebenen mit dem Talboden zu verbinden, oder sogar an weit entfernte Ziele zu kommen, um z.B. den Monte Amiata oder Vulci zu erreichen, scheint unwahrscheinlich. Der beste Beweis für den sakralen Charakter dieser Straßen ist das unausbleibliche Vorhandensein von Nekropolen, die für die Etrusker die wichtigsten sakralen Orte waren. Es ist ebenso offensichtlich, dass die fünf Hohlwege, die um den Poggio Prisca und den Poggio Stanziale herum eingeschlagen wurden, dazu dienten, die verschiedenen Nekropolen miteinander zu verbinden, und nicht dazu, um zum Monte Amiata führen oder an noch unwahrscheinlichere Orte. Die Tatsache, dass im Bereich der Gänge immer etruskische Grabstätten zu �nden sind, darunter einige sehr wichtig und monumental, ist ein sehr sicherer Hinweis, dass es sich um sakrale Strecken handelt, um einzigartige Umzugs-Wege, die zum Teil unterirdisch verliefen und die sehr gut zur Spiritualität etruskischer Zeit passten, welche in engem Kontakt zur Erde und zum Untergrund stand, die, wie man glaubte, der tatsächliche Aufenthaltsort der großen Schöpfungsgöttin und Mutter Erde waren.
( Text Giovanni Feo aus Colline Oggi)
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